È strano, M., quello che riesci a provocarmi. Hai proprio ragione quando mi dici :"Dove passo io, o faccio danni o faccio figli." Ogni volta mi travolgi, mi sconvolgi, mi devasti. Mi dico che questa volta no, questa volta non ci cascherò, questa volta sarò più forte di te. Me lo ripeto, mi convinco, mi mento. Non posso resistere a quello sguardo rubato al mare, a quel sorriso rubato al cielo, a quella voce rubata al velluto. Non ce la faccio, sei più forte di me. Non c'è futuro nel nostro presente, M., non ce ne sarà mai. Lo sapevo 4 mesi fa. Lo so ora più di prima. Ora che conosco il tuo odore, che ho respirato la tua pelle. Non c'è futuro nel nostro presente. Forse non ci sarà nemmeno un presente nel nostro futuro. Probabilmente non esiste un presente. Se non quegli attimi rubati alla notte, attimi che ho desiderato durassero in eterno. Ho visto due stelle cadere, venerdì notte. Ho desiderato di poter fermare il tempo. Per tenerti vicino. Per non vederti andare via. Per non svegliarmi e sapere che tutto l'infinito finiva all'alba. È strano, M., il potere che hai. Ogni volta mi travolgi, mi sconvolgi, mi devasti. Ogni volta rinasco. Ogni volta muoio un po'.