A te, al tuo sorriso, ai tuoi occhi, alle tue mani.
A te, alla scatola rovesciata sui miei piedi, al lupo con gli occhi sgranati, alla condensa sulla plastica trasparente.
A te, alle sigarette cadute e a quelle che ci hanno fatto volare. Alla vodka, al toro rosso e all'havana travestito da J&B. Ai cioccolatini, ai cuori e alle zanzare. E alle tigri. Che non si lasciano sterminare.
A te, agli apostrofi e agli aspirapolvere. Che creano dipendenze difficili da combattere. Al gatto che ti fa le fusa e a com'eri bello quando lo hai detto.
A quel numero non chiesto e poi ricevuto. A quel treno partito troppo presto. O troppo tardi. Dipende.
A te. Che hai mandato fuori gioco il mio checker di fiducia. Penalità di partita. Per ferimento dell'avversario. Da parte tua.
A te, ai messaggi simultanei, alle parole dette, a quelle non dette, a quelle scritte, a quelle sparite.
Alle variazioni sul tema, al piumone, a Dylan Dog, alla dolcezza tua. A quella mia.
A te, alla buona musica, alla magia.
Alle cose che abbiamo da dirci, a quelle che non vuoi raccontare.
A te, alle pozioni magiche di gin e chinotto. A te che non serve che ti trasformi per portarmi via. Per principio. Alle fughe sui cavilli bianchi, a quelle sui promedari, alle fughe in quanto tali.
A Harry Potter che chissà se ha fatto la fine del lupo.
A te. Che con uno schiantesimo hai fatto sparire il lago. Il vino. Te.
A te, ennesima M. della mia vita, dico grazie. Per avermi ributtata nella mischia. Per avermi fatto riscoprire il terribile incantesimo che ti fa perdere la ragione.
A te che, senza rendertene conto, mi hai sconvolto la vita in poche ore.
A te che sei uomo per definizione. Con tutte le conseguenze del caso.
A te, io dedico le mie emozioni.