E poi mi chiedo se ne valga davvero la pena.
Aprire le porte, quelle del cuore.
Per poi sentire solo le correnti d'aria.
Mi chiedo, davvero, se ne valga davvero la pena.
Ovvero:
quando la ragione ti fa capire la sottile differenza tra lo scherzo e la presa in giro.
Sei tornato. Forse. E io non so cosa aspettarmi. Niente. Forse.
Ma ho apprezzato.
Non siamo più l'isola felice di un tempo.
Quello che una volta ci provocava la pelle d'oca ma che in fondo ci lasciava continuare la nostra vita senza porci troppe domane in quanto accadeva al di là dei nostri confini, oggi, purtroppo, succede anche qui.
Storia di queste giornate di carnevale, dove si ride, si scherza, si ammazza. Di botte. Probabilmente senza motivo alcuno.
Non mi faccio domande.
Non trovo risposte.
Oramai però ne sono convinta: l'isola non esiste. Più.
PS: Quello che è successo mi ricorda un episodio di CSI visto 5 giorni prima del fatto. Spero che non ne sia stata l'ispirazione
Mentre 20km a sud di casa mia si celebrava la magnificenza dell'esercito svizzero mettendo in mano ai bambini simulatori di tiro acontro sagome umane, 200km a nord una recluta appena congedata dal servizio metteva in pratica le nozioni ricevute e sparava a una ragazza che aspettava il bus uccidendola, grazie alla sua arma di ordinanza perfettamente legale.
È forse il momento di cambiare le regole?
... E non sentirli proprio.
Mi riferisco alla nostra apprendista.
Anni 20. Nel senso che ha vent'anni, non 87. Anche se, a dire la verità, a volte non si vede.
La osservo e non posso fare a meno di stupirmi di quanto il mondo attorno a sé, oltre un raggio di 5 km non la sfiori proprio. Niente tv (e fin qui poco male, anzi), niente radio, niente musica, niente giornali.
Tutto va bene così com'è, in fondo a chi importa chi governa la nostra Confederella, se andremo in pensione a 80 anni o se i premi delle casse malati aumenteranno ancora. Eleggere il nuovo parlamento? No grazie, non mi interessa.
A che serve leggere le etichette dei prodotti che compriamo, il minimo che può succedere é che quando mangi una scatoletta di tonno hai ammazzato anche 10 delfini. In fondo, il tonno è tonno. Basta che costi poco.
Studiare? Solo per un bel voto, il giorno della prova in classe, per dimenticarsi tutto 3 giorni dopo. E che importa se sono argomenti fondamentali per poi trovare un lavoro. Il capo è comprensivo. Ora. Forse. Ma poi? Non te lo chiedi ancora. Spero te lo chiederai per tempo. Lo spero per te.
20 anni, oggi.
Io a 20 anni volevo cambiare il mondo con la forza delle idee. Ne sono passati un po' più di dieci e non mi illudo più del potere della fantasia. Però mi rattrista davvero vedere che a 20 anni ci si possa crogiolare in una piccola bolla di inconsapevole rassegnazione (inconsapevole, certo. Perchè gli ideali non sono mai esistiti).
Mia nonna ne ha 74. E ha più sogni in cui sperare ancora.
Sono diffidente per natura.
Diffido anche dei casi editoriali. Libri di cui si parla troppo. Libri di cui si parla troppo bene. Libri di cui solitamente rimango delusa. Non questa volta.
Ho divorato "Il cacciatore di aquiloni". Per il modo semplice in cui è scritto. Per la sua efficacia nel descrivere luoghi ed emozioni, guerra e giochi, tradizioni e distruzione, semplicità e bugie, sincerità e profumi, silenzi e canzoni, viaggi e rimorsi, pianti e speranze. Soprattutto.
Non ricordo l'ultimo libro capace di coinvolgermi al punto di commuovermi. Questo ci è riuscito.
"... guardai Sohrab. Un angolo della sua bocca si era impercettibilmente sollevato. Un sorriso. Abbozzato, ma pur sempre un sorriso... Un attimo, e il sorriso era già scompraso. a c'era stato. L'avevo visto. Vuoi che dia la caccia all'aquilone? Mi parve di vederlo annuire. Per te questo ed altro dissi senza rendermene conto. Poi mi voltai e mi misi a correre. Era solo un sorriso, niente di più. Le cose rimanevano quelle che erano. Solo un sorriso. Una piccola cosa. ... Ma io l'ho accolto. A braccia aperte. Perchè la primavera scioglie la neve fiocco dopo fiocco e forse io ero stato il testimone dello sciogliersi del primo fiocco. Correvo..."
Come il vento.
Non lo vedi ma sai che c'è.
Non è un'invenzione
la sua carezza sulla pelle,
il canto delle sirene, la danza delle foglie,
l'eterno movimento di bianco e di blu,
nuvole nel mare
e onde nel cielo
a pieni polmoni.
Mi tuffo nella corrente
di invisible calma apparente.
Ma 15 anni di differenza sono troppi?
Le stelle, la piazza, il cielo sopra Lugano, la voce esplosiva della Nannini, l'esplosione di emozioni nell'accorgermi che sei sempre qui, vicino, nell'anima. E lì ti lascio. Per sempre.
Foto by Michi B., Golfo di Suez, gennaio 2006
È duro desiderare qualcosa che non puoi avere.
Ma quello che soffre veramente è colui che non sa quello che desidera.
.... stamattina in sella al tuo scooter pagato da noi contribuenti mi hai fatto arrabbiare.
Perchè tu, che vuoi farci rispettare leggi e normative, che se ci distraiamo un attimo ci bacchetti le mani e che se ci distraiamo un po' di più ci bastoni, stamattina ci hai preso per i fondelli, senza nemmeno tentare di dissimulare le tua azioni irresponsabili, ostentando la tua divisa quasi a voler dire: "Io vestito così faccio quello che mi pare! Perchè IO sono la legge e mi dovete rispettare, in ogni caso!":
mi fermo con la mia auto davati a un passaggio pedonale per permettere a un pedone di attraversare la strada e tu, poliziotto, mi sorpassi a destra e quasi investi il pedone! E poi, impettito, continui per la tua strada... scorazzando con la tua motoretta sul marciapiede, per non attendere qualche secondo fermo in colonna... Chissà dove devi andare così di fretta, con il casco slacciato poi! Insomma... Oggi arriva il Tour de Suisse, mica il G8!!! Chiss caro poliziotto se quando vai a fare la spesa parcheggi la tua macchinina nell'area riservata ai disabili...
Prendi una compagnia aerea, la garanzia di qualità made in Switzerland, un manager di successo, una grossa banca, centinaia di milioni di franchi. Grossi investimenti, enormi speculazioni. Conseguenza: il crollo della baracca. Un vergognoso grounding nella luccicante Svizzera. Migliaia di posti di lavoro svaniti nel nulla. Un processo, l'illusione di una giustizia possibile, dell'identificazione e della condanna dei responsabili. Il verdetto: tutti assolti. Gli imputati vengono risarciti. Con milioni di franchi. Il grounding della giustizia.
Foto by Michi, tra Cuba e le Isole di Brissago, 2005-2007
Mi ricordi il mare e non per le vacanze, ma per il tuo ondeggiare tra il gesto di chi afferra e quello di chi si trattiene... Mi ricordi il mare, per il sudoku che non torna e quello che era scritto a penna è già da cancellare... Mi ricordi il mare, la discesa libera sui sassi senza aver le scarpe, solo per fare i frikkettoni...
Mi ricordi il mare.
(Testo di D. Silvestri)